Confapi esprime netta contrarietà alle ipotesi di riforma del settore artigiano circolate negli ultimi giorni e chiede al Governo di fermare l’intervento nella sua attuale impostazione.
Secondo Confapi, l’ipotesi di innalzare fino a 50 dipendenti il limite per le imprese artigiane rischierebbe di creare una distorsione della concorrenza con le PMI industriali, con conseguenze anche sul fronte del lavoro e dei conti pubblici.
L’associazione sostiene infatti che la riforma potrebbe determinare una riduzione delle retribuzioni e, nel lungo periodo, delle pensioni dei lavoratori, oltre a un ammanco stimato di circa un miliardo di euro tra contributi previdenziali e Irpef.
Confapi richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di contrastare il dumping contrattuale, tutelare il potere d’acquisto dei salari e garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra le imprese.
Per Confapi, è quindi fondamentale che qualsiasi intervento sul settore salvaguardi competitività delle PMI, tutela dei lavoratori ed equilibrio del sistema produttivo.
Fonte: ANSA, 30 settembre 2026